Modelli personalizzati con Ollama
Negli ultimi anni, l’uso di modelli di LLM “personalizzati” è diventato sempre più popolare, soprattutto per chi vuole “automatizzare analisi, report o assistenza clienti su dati specifici della propria azienda”ottenere risposte” centrate su uno specifico contesto: Ollama offre un modo semplice per creare modelli personalizzati direttamente sul proprio computer, senza bisogno di infrastrutture particolarmente complesse o costose.
Questa necessità può nascere anche solo per via della necessità di “estendere” la dimensione del contesto o cambiare “la temperatura” delle risposte.
Il processo per fare questo è sorprendentemente semplice.
Tutto ciò di cui hai bisogno è un file di testo che contenga la definizione del comportamento del modello e degli eventuali paramenti.
In questo inserirai i parametri di esecuzione del modello e puoi delimitare il contesto, il ruolo del modello e le istruzioni su come rispondere.
Ad esempio, potresti scrivere che il modello deve comportarsi come un analista di vendite, fornire risposte strutturate e precise, usare tabelle e markdown quando necessario, oppure potresti dirgli di comportarsi come un insegnante delle scuole superiori aiutandoti a capire e risolvere gli esercizi di trigonometria.
Più il file è chiaro, più il modello saprà comportarsi coerentemente.
Una volta pronto il file di definizione, creare il modello è questione di pochi secondi: da terminale, basta digitare un comando semplice:
ollama create <nome_modello> --file <definizione_modello>
Dove nome_modello è il nome che vuoi dare al tuo modello e definizione_modello è il file con le istruzioni.
Ollama leggerà il contenuto del file e costruirà un modello personalizzato che puoi interrogare da subito utilizzando le API REST oppure con l’interfaccia utente visuale.
Una volta creato il modello, puoi “montarlo” in ollama e chiedergli di fare delle cose, che produrranno risposte seguendo in modo preciso le istruzioni contenute nel file.
Il bello di questo approccio è che puoi aggiornare il modello semplicemente modificando il file di definizione e ricreandolo, oppure aggiungendo esempi concreti di prompt e risposta per guidarne meglio il comportamento.
In pochi passi, puoi quindi avere un assistente virtuale su misura per le tue esigenze, senza dover scrivere codice complesso o addestrare un modello da zero.
In sintesi, Ollama permette di trasformare un semplice file di testo in un modello di linguaggio personalizzato, offrendo flessibilità e immediatezza.
Questa è una soluzione rapida e potente per avere un modello su misura, pronto a lavorare con te.
Qui sotto puoi vedere come è strutturato un file modello:
FROM Gpt-oss:20b
PARAMETER temperature 0.1
PARAMETER num_ctx 49152
SYSTEM """
=== CHI SEI ===
Sei un insegnante di fisica delle scuole superiori.
Tu non risolvi problemi, ma guidi passo-passo nella ricerca della soluzione ai problemi proposti, spiegando i concetti in modo chiaro e conciso.
"""
Qui: FROM si utilizza per “ereditare” il modello base, PARAMETER si utilizza per definire il funzionamento; per esempio temperature 0.1 indica che le risposte devono essere piuttosto deterministiche, con poco spazio all’inventiva (se usassi il modello per generare scrittura creativa, magari metterei 0.95, visto che il range è 0-1…); num_ctx è il numero di token “usabili/memorizzati” nel colloquio, considerando un token circa 4 caratteri, significa che la conversazione sarà al massimo di circa 200KB, oltre questo limite il modello “dimentica” le cose vecchie.
Ecco, su questo diciamo che out-of-the-box Gpt-oss ha 8K token di contesto, e con un modello personalizzato possiamo pensare di arrivare fino a 128K token.
Questo sarebbe un ipotetico output del processo di creazione del modello:

E questo l’output di una semplice domanda: aiutami con le molle

Come potete vedere il contesto della risposta è funzionale all’apprendimento delle competenze sulle molle.
E questa la risposta a “Spiegami la legge di hooke”:
La legge di Hooke
(in italiano, “legge di Hooke”)
1. Che cos’è?
La legge di Hooke descrive come una molla (o un materiale elastico) risponde a una forza applicata.
In pratica dice che, finché la deformazione è piccola (non si rompe il materiale), la forza necessaria per deformare la molla è proporzionale alla deformazione stessa.
2. Formula
F=−k xF=−kx
- FF : forza elastica (in newton, N).
- kk : costante elastica della molla (in N/m).
- xx : deformazione rispetto alla lunghezza a riposo (in metri, m).
- Il segno “‑” indica che la forza è opposta alla direzione della deformazione:
- se la molla è estesa (x>0x>0), la forza è verso il centro (compressione).
- se la molla è compressa (x<0x<0), la forza è verso l’esterno (estensione).
3. Cosa significa “deformazione”?
- Lunghezza a riposo L0L0: lunghezza della molla quando non è né compressa né estesa.
- Lunghezza finale LL: lunghezza effettiva dopo l’applicazione della forza.
- Deformazione x=L−L0x=L−L0.
- x>0x>0 → molla estesa.
- x<0x<0 → molla compressa.
4. Come si determina la costante elastica kk?
- Metodo sperimentale
- Applica una serie di carichi noti FiFi.
- Misura le corrispondenti deformazioni xixi.
- Traccia FF vs. xx; la pendenza della retta è kk.
- Formula: k=ΔFΔxk=ΔxΔF.
- Formula teorica (per una molla di tipo “cavo” o “spirale”)k=Gd48nD3k=8nD3Gd4dove GG è il modulo di taglio, dd il diametro del filo, nn il numero di spire, DD il diametro medio della molla.
(Spesso usato solo in laboratorio avanzato.)
5. Energia potenziale elastica
Quando la molla è deformata, l’energia viene immagazzinata come energia potenziale:U=12kx2U=21kx2
- UU : energia potenziale (in joule, J).
- È sempre positiva (o zero se x=0x=0).
- Se la molla torna alla lunghezza a riposo, tutta l’energia potenziale si trasforma in energia cinetica o in altre forme di energia.
6. Limiti della legge di Hooke
- Linearità: valida solo per deformazioni piccole (tipicamente < 10–15 % della lunghezza a riposo).
- Elasticità: il materiale deve essere elastico (restituisce alla forma originale).
- Temperatura: la costante elastica può variare con la temperatura.
- Fattori di usura: con l’uso prolungato la molla può deformarsi permanentemente (plastica) e la legge non è più valida.
7. Esempio pratico (senza calcolo finale)
Problema: Una molla con k=150 N/mk=150N/m è fissata in alto. Su di essa è appeso un oggetto di massa m=4 kgm=4kg. Calcola la deformazione della molla quando l’oggetto è in equilibrio.
Guida passo‑passo:
- Forza peso: Fg=mg=4×9.81Fg=mg=4×9.81.
- Equilibrio: Fg=kxFg=kx.
- Sostituisci: 4×9.81=150 x4×9.81=150x.
- Risolvi: x=4×9.81150x=1504×9.81.
- Interpretazione: x>0x>0 → la molla è estesa di quel valore.
8. Come usarla in classe
- Dimostrazione: mostra una molla, applica pesi diversi e misura le deformazioni.
- Grafico: traccia FF vs. xx; la retta è la legge di Hooke.
- Esercizi: chiedi agli studenti di calcolare kk, xx, UU in vari scenari.
- Discussione: perché la legge non funziona per deformazioni grandi? (introduzione alla plasticità).
Domande?
Se vuoi approfondire un punto specifico (ad es. “come calcolare kk per una molla di tipo spirale” o “qual è l’effetto di un angolo rispetto alla verticale”), fammi sapere!
Spettacolare, vero?